L'incrocio con via di Tor Carbone è appena superato. Il cammino prosegue. Sulla destra una lastra con i resti di un'iscrizione, che doveva riferirsi ad una (presumo) (A)nicia
I resti del monumento funebre di Cacurius Philocles (si chiamava proprio così!), come ci ricorda la lastra in travertino
Ancora resti di edifici funebri
Di nuovo una statua, questa volta togata, acefala, col panneggio arricchito da numerose pieghe. Era di quella tipologia di statue standard, potremmo dire quasi commerciali, che venivano realizzate per tempo e venivano poi completate con la testa che richiamava le fattezze del defunto e che veniva inserita nell'incavo appositamente predisposto per tale operazione
Il nucleo interno di un grande monumento funebre con, in basso, l'epigrafe dei proprietari. Si tratta di tre liberti di un Lucio Valerio: Lucio Valerio Baricha, Lucio Valerio Zabda e Lucio Valerio Achiba
Qui invece l'epigrafe funeraria del monumento funebre di Tito Fidiclanio Apella, liberto di Tito Fidiclanio
Elemento architettonico con due figure togate
Lo sguardo e il pensiero tornano sempre alla via. Il vento che mi accompagna fin dal primo miglio non accenna a diminuire. Il sole a tratti viene velato da banchi di nubi sottili e passeggere. Lo spazio, spariti gli alti muri, si è ormai dilatato. Siamo nel cuore della mattinata, e gli incontri con sportivi di corsa o in bici e con turisti sono sempre più frequenti
Il monumento funebre non è accompagnato da alcuna indicazione. Mi soffermo a parlarne perché nelle sue immediate vicinanze era collocato il cippo del 5° miglio
Un tumulo funebre maestoso. Il confronto con il cavallo dà un'idea delle effettive dimensioni. La parte sommitale presenta una struttura cilindrica relativamente recente, in cemento, con riuso parziale - sembrerebbe - del materiale del tumulo
Il tratto in questione è meritevole di attenzione anche per un particolare che non emerge chiaramente dalle foto ma che è chiaramente percepibile anche da un occhio poco attento e ulteriormente confermato dalla mappa del geolocalizzatore: per circa duecento metri la VIA si sposta leggermente dalla linea, prima verso sinistra poi verso destra (sinistra e destra per chi lascia il centro di Roma), per tornare infine lungo il suo asse. Il motivo non è chiaramente spiegabile, anche perché non ci sono ai margini rilievi tali da giustificare questa lieve doppia deviazione né ci sono tracce di edifici preesistenti che hanno condizionato (ripeto, davvero di poco) l'andamento della linea in questo breve tratto. Sta di fatto che la doppia deviazione dall'asse c'è. Sull'applicazione della geolocalizzazione bisogna zoommare e di molto per percepire questa deviazione.
Il tratto in questione è meritevole di attenzione anche per un particolare che non emerge chiaramente dalle foto ma che è chiaramente percepibile anche da un occhio poco attento e ulteriormente confermato dalla mappa del geolocalizzatore: per circa duecento metri la VIA si sposta leggermente dalla linea, prima verso sinistra poi verso destra (sinistra e destra per chi lascia il centro di Roma), per tornare infine lungo il suo asse. Il motivo non è chiaramente spiegabile, anche perché non ci sono ai margini rilievi tali da giustificare questa lieve doppia deviazione né ci sono tracce di edifici preesistenti che hanno condizionato (ripeto, davvero di poco) l'andamento della linea in questo breve tratto. Sta di fatto che la doppia deviazione dall'asse c'è. Sull'applicazione della geolocalizzazione bisogna zoommare e di molto per percepire questa deviazione.
Le prime tracce della Villa imperiale dei Quintili, complesso enorme che tornerà anche nelle foto successive




























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