Il primo tratto in cui la strada si rivela così come doveva essere... finalmente il basolato!
Il basolato continua oltre lo sguardo, potrei dire "a perdita d'occhio", perché sembra non essere interrotto da nulla. Non ci sono avvisaglie di imminenti sampietrini né di tratti asfaltati. Allora è davvero iniziata la VIA come la vedevano gli antichi romani?
Intanto le auto passano davvero di rado e la sensazione di pace è generalizzata. Sulla sinistra si può riconoscere lo spazio che doveva essere destinato al marciapiede dell'antica VIA
Tracce di antico intrappolate nel muro di recinzione
Un blocco (sembra calcareo) con un'iscrizione mutila, la prima che si incontra dalla partenza. Una valorizzazione più efficace?
Ancora tracce di antico fagocitate da un muro di recinzione.
Finalmente a Capo di Bove. Consiglio a tutti questo sito (visitato in un altro momento), caratterizzato dalla presenza di un impianto termale e, nello spazio espositivo, di un percorso tematico sulla via Appia antica e sulla figura di Antonio Cederna
Da questo punto ha inizio un lungo percorso in cui i monumenti funebri continuano a riproporsi nelle loro fogge più ricercate
Il nucleo di un edificio funebre spicca al di là del muro di recinzione
Il muro di recinzione insiste in parte sull'antico marciapiede, ma l'occhio viene catturato come da una calamita da quanto rimane di un monumento funebre che, considerata l'altezza, doveva un tempo apparire maestoso. La spoliazione dell'antico perpetrata nei secoli ha irrimediabilmente compromesso il fascino maestoso della Regina Viarum
Un muro, e al di là il nucleo di un'altra costruzione romana
Il muro di cinta ha inglobato le costruzioni di un edificio probabilmente a destinazione funebre, affacciato sulla Via
Lo sguardo però torna alla VIA. Il tratto di sampietrini è di nuovo finito. Finalmente è tornato il basolato! E, almeno per adesso, ai lati niente più tracce degli alti muri di recinzione che hanno divorato i marciapiedi della VIA nascondendo alla vista la parte bassa di numerosi monumenti. Ora ai lati solo rialzi di terra battuta cadenzati da alberi. Piano piano stiamo uscendo dall'Urbe, con direzione Colli Albani
Ed eccola la visuale libera dall'appropriazione del privato. Lo spazio corrispondente all'antico marciapiede libero, un muretto di pietre connesse a secco, che quasi scompare per l'incombenza del maestoso monumento funebre. E' uno dei più grandi visti finora, ma, come per gli altri, non una targa ci racconta anche solo un sospiro della sua storia
Blocchi, buttati così lungo il bordo della VIA, completamente decontestualizzati. Nella foto sottostante, il blocco squadrato presenta ancora i fori dei perni metallici con i quali veniva fissato agli altri blocchi
Blocchi alternati ad acacie
Ai lati della VIA gli spazi si fanno sempre più ampi, e l'occhio può finalmente guardare e contemplare l'antico senza ostacoli
Un cippo con iscrizioni
Ancora profumo di antico
Paesaggio unico ed emozionante, di nuovo il basolato
L'iscrizione, nonostante il volger dei secoli, è ancora chiaramente leggibile
E, all'improvviso, una statua virile, stranamente sopravvissuta ai secoli e ai saccheggi
Il quarto miglio. Recinzione con tanto di filo spinato di un'area a destinazione militare. Oltre si intravede ancora qualcosa di antico. Da queste parti, passo più passo meno, doveva essere collocato il cippo del quarto miglio. E da queste parti doveva sorgere la villa suburbana di Seneca, nella quale il filosofo si diede la morte dopo aver ricevuto l'ordine di Nerone. Come ci racconta Tacito, tale via si trovava ad quartum milium.
Bordo strada, serie di edifici funebri
Sul bordo della VIA, percorrendo il marciapiede ormai costantemente libero dai muri di recinzione. L'Appia restituita a se stessa, in tutta la sua larghezza, sorvegliata dagli alti pini
Un edificio ormai sventrato, di cui si può ammirare l'ambiente interno in grossi blocchi di tufo
Ancora tombe
Il nucleo di riempimento del monumento funebre dedicato a Licinia
La tomba di un fornaio?
L'uomo con il braccio destro sembra tenere in tensione una pala...
Monumento lesionato, ma la famiglia è al completo
La tomba dei Rabirii. Lo stato di conservazione è eccezionale. In questo primo tratto della VIA è il monumento in condizioni migliori, e in riferimento all'intero tracciato è sicuramente tra i meglio conservati
L'ultimo edificio prima dell'incrocio con la moderna Via di Tor Carbone. Una struttura che all'interno presenta diverse nicchie, che dovevano ospitare le urne con le ceneri dei defunti.
Di tante memorie dell'antico, non una targa. Una grande occasione persa, un grande potenziale non sfruttato. Da Italia










































































Grande prof!! Bella idea!
RispondiElimina