Il cammino continua e davanti agli occhi si staglia la Porta di San Sebastiano. Ma prima si incontra l'arco di Druso.
Il nome farebbe pensare ad un arco di trionfo, d'altronde siamo sulla via Appia antica. In realtà è l'arcata di un acquedotto posteriore a Druso, che quindi nulla ha a che fare col figlio adottivo di Augusto e fratello di Tiberio, morto nel 9 a.C.
La facciata posteriore, che in antico era rivolta a quanti giungevano a Roma percorrendo la via Appia, è impreziosita da due colonne. Il tutto è in immancabile travertino, che accompagnerà molte tappe di questo cammino
Proseguo sotto l'arcata di Porta S. Sebastiano, Porta Appia fino al 1400 circa, poi la presenza delle vicine catacombe e basilica di S.Sebastiano ha avuto la meglio. Tutt'intorno la scanalatura per la quale veniva calata la saracinesca...
...mentre ai lati dell'apertura lo guardo si posa sui perni sui quali erano incardinati i battenti della grande porta d'accesso.
Sono appena passato, ed una scritta abbastanza visibile mi ricorda che gli spazi sovrastanti a questa porta ospitano il Museo delle Mura. Oggi la mia meta è un'altra, ma tornerò.
Mi allontano, di alcuni passi, e la camera riesce finalmente ad inquadrare i due torrioni che incorniciavano la porta, oltre i quali il circuito murario delle Mura Aureliane
Finalmente riesco ad inquadrare tutta la porta, veramente maestosa all'occhio, e il rombo delle auto impazienti di partire mi ricorda che siamo a Roma. Mi volto e do seguito al mio cammino









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