Superato Casal Rotondo, per me inizia davvero il tratto nuovo dell'Appia antica, quello che non ho avuto mai occasione di percorrere, neanche per sbaglio.
Ci stiamo allontanando sempre più dall'Urbe, e si vede.
Incontro ciò che rimane di una tomba con camera interna delimitata da grossi blocchi di peperino che costituiscono anche la volta dell'ambiente interno. Completamente spolpata, rimane solo il materiale interno di riempimento.
Sotto l'arco doveva essere collocata la statua del defunto
Ma non è certo l'unica a presentarsi in simili condizioni. Sono tante, purtroppo troppe
La presenza dell'uomo si fa sempre più rada. Incontro qualche runner, qualche ciclista in gruppo, ogni tanto passa un auto. Ma di turisti neanche l'ombra. L'Appia degli stranieri è ormai definitivamente un ricordo
De seguente monumento si intravede chiaramente l'opus reticulatum, in blocchetti tufacei, ma è poca cosa rispetto a quello che doveva essere l'aspetto originario
Il sole va e viene, ed alcune foto sorridono ai suoi raggi
L'iscrizione del monumento di Quinctius, tribuno militare della XVI legione
L'iscrizione, leggibile a fatica, di un magister che ha avuto a che fare con dei giochi "ludos"
Resti della tomba di Minucia. Sono chiaramente distinguibili due grandi lastre di marmo con scolpiti dei grifoni, in posizione araldica
Altri resti
I resti di una torre medievale "Torre Selce", costruita su un monumento romano. Un classico esempio di riuso dell'antico
L'iscrizione sepolcrale di Titia Eucharis...
... e quella molto più lunga e più curata di Gaio Attilio Evodo, che riporto integralmente nel testo latino e nella traduzione
HOSPES, RESISTE, ET HOC AD GRVMVM AD LAEVAM ASPICE, VBEI CONTINENTVR OSSA HOMINI BONI, MISERICORDIS, AMANTIS PAUPERIS. ROGO TE VIATOR MONVMENTO HUIC NIL MALE FECERIS
C. ATEILIVS SERRANI L. EVHODVS MARGARITARIVS DE SACRA VIA IN HOC MONVMAENTO CONDITVS EST. VIATOR VALE. CONDILICET NISEI EOS LIB.
QVIBVS HOC TESTAMENTO DEDI TRIBVIQVE
EX TESTAMENTO IN HOC MONVMENTO NEMINEM INFERRI NEQVE
"Straniero fermati e guarda verso sinistra a questo tumulo dove
sono contenute le ossa di un uomo perbene, misericordioso, amante
del povero; ti prego, o viandante, non fare nulla di male a questo
monumento.
C(aius) Ateilius Euhodus, liberto di Serranus, commerciante di perle
presso la via Sacra, è sepolto in questo monumento; o viandante ti
saluto.
Per testamento nessuno può essere sepolto in questo sepolcro, all'infuori di quei liberti a cui l'ho concesso per disposizione testamentaria"
E' un intenso appello al viandante affinché si fermi, ravviva leggendo la memoria di Gaio Attilio, liberto, commerciante di perle, e non arrechi alcun danno al monumento stesso. A quest'esortazione si accompagna la richiesta, neanche troppo implicita, di farlo vivere nella memoria. L'iscrizione funebre come ultimo grido per sopravvivere alle sabbie del tempo. E Gaio ha avuto la fortuna si sopravvivere al tempo e agli scempi dell'uomo
Ma è tempo di riprendere il cammino e di vedere altre antiche vestigia
Una lastra funeraria, mal conservata, con quattro personaggi togati
Vicina un'altra, con tre. Ma possono tali vestigia restare tutte abbandonate così, senza uno stralcio di indicazione scritta?
O tempora, o mores! E dove sta la valorizzazione del patrimonio?
E qui vorrei dire cose che ho pensato e che è meglio non riferire...
Un qualcosa di inatteso... la via sta abbandonando il rettilineo...
E di basolato neanche l'ombra...
Iscrizione in cui si parla di una tal "Actia"
Un basolo superstite
Prima una curva a destra, ora una curva a sinistra, il rettilineo sembra solo un ricordo...
























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